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Floricoltura Lari
 
pubblicato: 23/06/2007, aggiornato: 22/02/2011
 

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cenni storici

Il fondatore dell'azienda Lari Angelo era un contadino che che con la moglie coltivava il suo piccolo appezzamento di terra a frutta e verdura nella fertile zona di Capezzano Pianore. Alla fine degli anni 50' fece la coraggiosa scelta di convertire la sua produzione e coltivare fiori recisi. La richiesta di fiori dal vicino mercato dei fiori di Viareggio era altissima e la scelta di conseguenza si rilevò subito azzeccata. Nel giro di pochi anni Angelo grazie alle coltivazioni di Garofani e Crisantemi comprò nuovi terreni e creò la Floricoltura Lari. A metà degli anni 60' sotto la spinta del figlio Sauro, in azienda si cominciarono a coltivare le prime piante di rose.
L'azienda fu fra le prime della zona a coltivare la rosa da fiore reciso; il successo fu immediato è in poco tempo l'azienda si specializzò esclusivamente nella coltivazione di rose da taglio.
Alla fine degli anni 70' la Floricoltura Lari ormai gestita dal figlio Sauro cominciò a modernizzarsi, si cominciarono a vedere le prime serre in vetro e la superficie coltivata passò dai 2000 metri quadrati iniziali a 15000 metri quadrati.
Agli inizi degli anni 90' l'azienda arrivò ad avere 25000 metri quadrati di serre in cui coltivava più di 200mila piante di rose; in quegli anni fu la prima in Toscana a passare alla coltivazione fuori suolo e divenne una delle aziende di riferimento del settore.
Alla fine degli anni 90 il mercato della rosa recisa cominciò a cambiare; le importazioni cominciavano a intasare i mercati e le prospettive non erano delle migliori.
Nonostante tutto la Floricoltura Lari ha continuato a produrre rose recise e ancora oggi questa è l'attività principale, ma dall'inizio del nuovo millennio con l'avvento di Mirko, figlio di Sauro, ha dedicato parte dell'azienda alla coltivazione di rose in vaso e agrumi ornamentali.

Evoluzione nella coltivazione della rosa da taglio

Alla fine degli anni 60', quando l' azienda ha cominciato a produrre rose, le rose venivano coltivate in piena aria o in piccoli tunnel di nylon che stavano in piedi per miracolo, venivano irrigate con l'acqua dei fossi che scorrevano vicino ai campi e la concimazione, veniva fatta manualmente interrando con la vanga il letame nei pressi delle piante.
Non c'erano i frigoriferi per la conservazione dopo la raccolta e l'unico mezzo di trasporto era il “carretto”.
Poi siamo passati a serre un po' più vicine a quelle moderne, ai primi pozzi per l'irrigazione, il motocoltivatore, il furgone per andare al mercato,ecc.
Un grosso cambiamento nella coltivazione della rosa si ebbe con l'introduzione dei bruciatori che permettevano di riscaldare le serre e di conseguenza poter coltivare anche nei periodi col clima più sfavorevole.
Le prime serre di vetro, con aperture al colmo e laterali automatizzate garantivano standard qualitativi maggiori ed eliminarono il faticoso lavoro del cambio del nylon di copertura che andava fatto ogni tre - quattro anni.
Altro passo importante è stato l'automatizzazione dell'irrigazione, poi divenuta fertirrigazione (distribuzione di fertilizzanti solubili nell'acqua d'irrigazione) e la modernizzazione degli impianti di distribuzione dell'acqua con l'invenzione dell'irrigazione a goccia che permette di irrigare senza bagnare la parte aerea delle piante.
Infine negli anni 90' la Floricoltura Lari è stata una delle prime aziende a passare alla coltivazione fuori suolo.