Albicocco Pisana
Nome botanico: Prunus armeniaca ‘Pisana’
Genere: Prunus
Specie: Prunus armeniaca
Famiglia: Rosaceae
Nome comune: Albicocco Pisana
Tipologia: Albicocco italiano a maturazione tardiva
Origine, breeder e storia
Pisana è una cultivar italiana ottenuta nell’ambito del programma di miglioramento genetico dell’albicocco dell’Università di Pisa. Origine: Italia, Toscana
Costitutore: Università di Pisa
Programma di miglioramento genetico: avviato dal Prof. Rolando Guerriero. Il programma pisano di selezione dell’albicocco rappresenta uno dei più importanti progetti italiani dedicati al miglioramento genetico di questa specie. Le attività di ricerca iniziate negli anni Settanta portarono alla selezione di numerose nuove cultivar con l’obiettivo di migliorare qualità dei frutti, adattabilità, epoca di maturazione e resistenza alle principali problematiche colturali.
Pisana rappresenta una delle cultivar più importanti ottenute da questo programma e l’Università di Pisa la considera la capostipite di una successiva generazione di varietà. La cultivar è stata infatti successivamente utilizzata negli incroci che hanno portato alla costituzione di nuove albicocche pisane, tra cui Claudia, Bona e Ammiraglia.
La pianta
L’Albicocco Pisana forma un albero di vigoria medio-elevata, con portamento intermedio. La produttività è medio-elevata e costante. La cultivar fruttifica prevalentemente sui dardi fruttiferi, caratteristica che può determinare un’entrata in piena produzione leggermente più lenta rispetto ad alcune cultivar che producono abbondantemente sui rami misti. Una volta adulta, la pianta presenta però una produzione regolare e frutti di notevole pezzatura.
Le foglie
Le foglie sono decidue, generalmente largamente ovali o cuoriformi, con margine finemente seghettato. Durante la stagione vegetativa presentano una colorazione verde brillante. In autunno ingialliscono prima della caduta.
I fiori
I fiori sono di colore bianco-rosato e compaiono sui rami prima dello sviluppo completo delle foglie. La fioritura è abbondante e ornamentale.
Periodo di fioritura
Pisana è caratterizzata da una fioritura tardiva. Questa caratteristica rappresenta uno dei principali punti di forza della cultivar, soprattutto negli ambienti soggetti a ritorni di freddo primaverili. Una fioritura più tardiva permette infatti alla pianta di sfuggire più facilmente alle gelate primaverili rispetto alle cultivar di albicocco a fioritura precoce.
Impollinazione
L’Albicocco Pisana è autofertile. Può quindi produrre regolarmente anche coltivato singolarmente e non necessita obbligatoriamente della presenza di un’altra varietà di albicocco come impollinatore. La presenza di insetti pronubi durante la fioritura favorisce comunque una buona allegagione.
Il frutto
Il frutto è di grossa pezzatura, una delle caratteristiche distintive della cultivar. In prove sperimentali condotte sulla Pisana sono stati rilevati frutti con peso medio intorno a 70 g. La forma è generalmente ovata o leggermente oblunga. L’aspetto è particolarmente attraente grazie alla notevole pezzatura e al contrasto tra il colore di fondo giallo-arancio e il sovraccolore rosso.
La buccia
La buccia presenta un colore di fondo giallo-arancio. Sulla parte maggiormente esposta alla luce sviluppa un evidente e brillante sovraccolore rosso, che può interessare una parte consistente della superficie. L’intensa colorazione rende Pisana una varietà particolarmente attraente anche dal punto di vista estetico.
La polpa
La polpa è di colore arancione, consistente e succosa. Presenta una tessitura compatta ma piacevole al consumo. La buona consistenza permette al frutto di mantenere una struttura adeguata anche quando raggiunge il corretto grado di maturazione.
Sapore
Il sapore è considerato ottimo. La polpa presenta una buona dolcezza accompagnata da elevata succosità e aroma intenso. In prove sperimentali sulla cultivar sono stati registrati valori zuccherini non inferiori a circa 14–15 °Brix. L’equilibrio tra consistenza, succosità, zuccheri e aroma rende Pisana particolarmente interessante per il consumo fresco.
Il nocciolo
Pisana è una varietà spicca. A maturazione il nocciolo si separa quindi facilmente dalla polpa. Questa caratteristica facilita sia il consumo fresco sia l’utilizzo dei frutti nelle preparazioni di cucina.
Produzione
La produttività è medio-elevata e costante. Pisana presenta una buona regolarità produttiva e può sviluppare frutti di notevole pezzatura. La fruttificazione avviene prevalentemente sui dardi fruttiferi. In condizioni sperimentali favorevoli sono state registrate produzioni su piante adulte comprese indicativamente tra 45 e 60 kg per pianta, anche se la resa effettiva dipende naturalmente dal portainnesto, dall’ambiente, dalla forma di allevamento e dalla gestione colturale.
Entrata in fruttificazione
L’entrata in piena produzione può essere relativamente lenta rispetto ad alcune altre cultivar di albicocco. Questa caratteristica è collegata alla tendenza della Pisana a fruttificare prevalentemente sui dardi. Nelle prove agronomiche le piante hanno comunque iniziato a produrre a partire dal terzo anno.
Periodo di raccolta
Pisana è una varietà a maturazione tardiva. In Italia la raccolta avviene generalmente nella prima metà di luglio, con variazioni legate alla zona di coltivazione e all’andamento climatico. Indicativamente: Maturazione: 5–15 luglio. In alcune zone più fresche la raccolta può spostarsi verso la seconda decade di luglio. La maturazione è generalmente abbastanza concentrata e omogenea, caratteristica interessante rispetto ad alcune cultivar tradizionali a raccolta fortemente scalare.
Come riconoscere il frutto maturo
Il frutto è pronto per la raccolta quando:
- il colore di fondo diventa giallo-arancio intenso
- il sovraccolore rosso risulta ben evidente sulla parte esposta
- la polpa rimane consistente ma inizia leggermente a cedere alla pressione
- aumenta nettamente il profumo
- la polpa diventa succosa
- il sapore raggiunge pienamente dolcezza e aromaticità
Per il consumo fresco è preferibile lasciare completare buona parte della maturazione sulla pianta.
Conservazione
Grazie alla buona consistenza della polpa, Pisana presenta caratteristiche interessanti anche dopo la raccolta. Studi dell’Università di Pisa hanno valutato la qualità dei frutti anche dopo 14 giorni di conservazione refrigerata a 4 °C, confermando l’interesse della cultivar anche per gli aspetti legati alla conservabilità. Nel frutteto familiare è comunque preferibile consumare i frutti freschi e correttamente maturati, quando esprimono al massimo aroma e succosità.
Utilizzo
L’Albicocco Pisana è particolarmente indicato per il consumo fresco, grazie alla grossa pezzatura, all’aspetto attraente e all’elevata qualità organolettica. I frutti possono essere utilizzati anche per:
- confetture
- marmellate
- composte
- succhi e nettari
- dolci e crostate
- conserve
- frutta sciroppata
La polpa consistente, aromatica e spicca rende la varietà versatile anche per la trasformazione domestica.
Coltivazione in vaso
L’Albicocco Pisana può essere coltivato anche in vaso. Per una coltivazione duratura necessita progressivamente di contenitori di grandi dimensioni, substrato fertile e molto ben drenato e irrigazioni regolari. La potatura permette di mantenere la chioma proporzionata allo spazio disponibile. L’autofertilità rappresenta un vantaggio importante nella coltivazione in vaso, perché permette di ottenere frutti anche disponendo di una sola pianta.
Esposizione
Predilige una posizione in pieno sole. Una buona esposizione favorisce la maturazione, l’accumulo degli zuccheri e soprattutto lo sviluppo del caratteristico sovraccolore rosso della buccia. È preferibile scegliere una posizione luminosa e ben aerata.
Resistenza al freddo
Pisana è particolarmente interessante per la coltivazione negli ambienti dell’Italia centro-settentrionale. La fioritura tardiva permette alla cultivar di sfuggire più facilmente alle gelate primaverili rispetto alle varietà a fioritura precoce. Questa caratteristica ne favorisce la coltivazione anche nelle aree dove i ritorni di freddo primaverili rappresentano un limite per l’albicocco.
Terreno
Predilige terreni fertili, profondi e molto ben drenati. Come gli altri albicocchi, non tollera bene i ristagni idrici persistenti. La scelta del portainnesto deve essere effettuata anche in funzione delle caratteristiche del terreno. Le prove dell’Università di Pisa hanno evidenziato differenze importanti nel comportamento della cultivar su differenti portainnesti, soprattutto in condizioni di terreno asciutto e calcareo.
Irrigazione
Le giovani piante devono essere irrigate regolarmente durante i primi anni dopo il trapianto, soprattutto nei periodi caldi e asciutti. Durante l’ingrossamento dei frutti è importante evitare forti stress idrici. Le piante adulte ben radicate presentano una maggiore autonomia, mentre quelle coltivate in vaso necessitano di irrigazioni più frequenti.
Concimazione
A fine inverno o all’inizio della primavera è consigliabile distribuire sostanza organica ben matura oppure un concime equilibrato specifico per piante da frutto. Una nutrizione equilibrata permette alla pianta di sostenere la produzione di frutti di grossa pezzatura. Sono da evitare eccessi di azoto, che possono favorire una vegetazione eccessiva a discapito della fruttificazione.
Potatura
L’Albicocco Pisana necessita di una potatura moderata e regolare. Poiché la cultivar fruttifica prevalentemente sui dardi, è importante preservare e rinnovare correttamente queste strutture produttive. È consigliabile mantenere la chioma aperta, luminosa e ben aerata, eliminando rami secchi, danneggiati o mal posizionati. Sono da evitare potature eccessivamente drastiche.
Malattie e parassiti
Pisana può essere interessata dalle principali avversità dell’albicocco, tra cui monilia, corineo, afidi e patologie del legno. La cultivar viene tuttavia segnalata per una buona tolleranza o scarsa sensibilità alla Monilia, caratteristica interessante soprattutto negli ambienti favorevoli allo sviluppo di questa malattia. Una chioma ben aerata e una corretta gestione dell’irrigazione contribuiscono ulteriormente alla sanità della pianta.
Curiosità
Pisana rappresenta una cultivar particolarmente importante nella storia del miglioramento genetico italiano dell’albicocco. È stata ottenuta nell’ambito del programma dell’Università di Pisa, sviluppato a partire dagli anni Settanta sotto l’impulso del professor Rolando Guerriero. L’Università di Pisa considera Pisana una vera e propria capostipite del proprio programma varietale moderno. Il suo patrimonio genetico è stato infatti utilizzato per ottenere, attraverso nuovi incroci, altre cultivar pisane come Claudia, Bona e Ammiraglia.
La cultivar è stata oggetto anche di numerosi studi scientifici riguardanti qualità, portainnesti e caratteristiche nutrizionali. Tra gli aspetti più interessanti è stata evidenziata l’elevata presenza di composti antiossidanti nei frutti, associata anche all’intensa colorazione rosso-arancio della buccia. Pisana unisce quindi caratteristiche agronomiche particolarmente interessanti – fioritura tardiva, autofertilità e produzione costante – a frutti grossi, molto colorati e di elevata qualità gustativa.
FAQ
L’Albicocco Pisana è autofertile?
Sì. Pisana è autofertile e può quindi produrre regolarmente anche coltivato singolarmente.
Quando matura?
È una cultivar a maturazione tardiva, generalmente nella prima metà di luglio, con possibili variazioni secondo il clima e la zona di coltivazione.
Quando fiorisce?
Pisana presenta una fioritura tardiva, caratteristica particolarmente interessante nelle zone soggette a gelate primaverili.
Come sono i frutti?
I frutti sono grossi, generalmente ovati o leggermente oblunghi, con buccia giallo-arancio e un evidente sovraccolore rosso sulla parte esposta al sole.
Quanto pesa un frutto?
In prove sperimentali sono stati registrati frutti con un peso medio intorno a 70 g, anche se la pezzatura varia secondo il carico produttivo e le condizioni di coltivazione.
Com’è la polpa?
La polpa è arancione, consistente, succosa e molto aromatica.
Che sapore ha?
La qualità gustativa è molto buona, con elevata succosità, buona dolcezza e aroma intenso.
Il nocciolo si stacca dalla polpa?
Sì. Pisana è una varietà spicca.
È indicata per le zone soggette a gelate tardive?
La sua fioritura tardiva rappresenta un vantaggio importante e permette alla cultivar di sfuggire più facilmente ai ritorni di freddo primaverili rispetto alle varietà precoci.
Si può coltivare in vaso?
Sì. Può essere coltivata in vaso utilizzando progressivamente contenitori di grandi dimensioni. Essendo autofertile può produrre anche disponendo di una sola pianta.
Dati principali
Nome: Albicocco Pisana
Nome botanico: Prunus armeniaca ‘Pisana’
Famiglia: Rosaceae
Tipologia: albicocco italiano a maturazione tardiva
Origine: Italia, Toscana
Costitutore: Università di Pisa
Programma di miglioramento genetico: Prof. Rolando Guerriero – Università di Pisa
Vigoria: medio-elevata
Portamento: intermedio
Fruttificazione prevalente: dardi fruttiferi
Fioritura: tardiva
Colore fiore: bianco-rosato
Autofertilità: sì
Produzione: medio-elevata e costante
Frutto: grosso, ovato / leggermente oblungo
Peso indicativo: circa 70 g in prove sperimentali
Buccia: giallo-arancio con sovraccolore rosso
Polpa: arancione, consistente e succosa
Sapore: molto buono, dolce e intensamente aromatico
Solidi solubili: circa 14–15 °Brix o superiori nelle prove sperimentali
Nocciolo: spicco
Maturazione: tardiva, prima metà di luglio
Epoca indicativa: 5–15 luglio
Maturazione dei frutti: abbastanza omogenea
Sensibilità alla Monilia: bassa / buona tolleranza
Utilizzo: consumo fresco e trasformazione
Esposizione: pieno sole
Coltivazione in vaso: sì
Rusticità: buona






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