Prunus dulcis
Genere: Prunus. Specie: dulcis. Famiglia: Rosaceae. Tipologia: mandorlo da frutto a sviluppo contenuto
Nota sulla denominazione
In questo caso “nano” non va trattato come nome di cultivar. Con la sola denominazione commerciale “Mandorlo nano” non possiamo stabilire quale sia la varietà innestata né il portainnesto utilizzato. Per questo motivo nella scheda eviterei di attribuire caratteristiche varietali non conosciute, soprattutto per: autofertilità, tipo di mandorla, dolcezza del seme, epoca precisa di maturazione e genealogia.
Se in seguito recuperiamo dal fornitore il nome della cultivar o del portainnesto, possiamo rendere la scheda molto più precisa.
Origine e storia
Il mandorlo, Prunus dulcis, è una specie di antichissima coltivazione, originaria dell’area: mediterranea orientale e dell’Asia occidentale e centrale. La sua domesticazione risale: a migliaia di anni fa. Da queste regioni la coltivazione si è progressivamente diffusa in tutto il: bacino del Mediterraneo, dove il mandorlo è diventato: uno degli alberi da frutto più caratteristici dei climi miti e asciutti.
Nel nostro Mandorlo nano la caratteristica distintiva non è quindi una particolare origine varietale, ma lo sviluppo contenuto della pianta.
La pianta
Rispetto a un mandorlo tradizionale, questa tipologia presenta vigoria ridotta. La chioma rimane: più compatta e facilmente controllabile. L’altezza definitiva dipende soprattutto: dal portainnesto utilizzato e dalla potatura. Per un mandorlo realmente nanizzante possiamo indicare orientativamente uno sviluppo di: circa 1,5–2,5 m, con una larghezza indicativa di: 1,5–2,5 m. Se invece il termine “nano” identifica semplicemente una pianta su portainnesto a vigoria ridotta e non fortemente nanizzante, le dimensioni possono risultare:
superiori. Per questo motivo eviterei di promettere al cliente: un’altezza massima assoluta.
Distanza d’impianto
Per una pianta a sviluppo realmente contenuto possiamo indicare orientativamente: 2–3 m tra una pianta e l’altra. La distanza definitiva deve però essere adattata: alla reale vigoria del portainnesto.
Le foglie
La pianta è caducifoglia. Le foglie sono: lanceolate, strette e allungate. L’apice è: appuntito. Il margine è: finemente seghettato. Misurano generalmente: circa 6–12 cm di lunghezza. Il colore è: verde medio o verde intenso. La pagina superiore è: abbastanza liscia e leggermente lucida. In autunno le foglie assumono tonalità: gialle. prima della caduta.
I fiori
La fioritura rappresenta uno dei principali pregi ornamentali del mandorlo. I fiori compaiono: prima delle foglie o contemporaneamente alle primissime foglie. Sono bianchi o bianco-rosati, con tonalità che possono variare: secondo la cultivar innestata. Il diametro è generalmente: circa 3–5 cm. I fiori compaiono: singolarmente o in piccoli gruppi direttamente sui rami. In piena fioritura anche una piccola pianta può risultare:
molto decorativa. La fioritura dura indicativamente: 1–2 settimane, ma temperature fresche possono: prolungarne la durata.
Periodo di fioritura
Il mandorlo è uno degli alberi da frutto più precoci a fiorire. La fioritura può iniziare: tra febbraio e marzo, con variazioni molto importanti: secondo cultivar, clima ed esposizione. In zone particolarmente miti può iniziare: anche prima. La pianta durante il riposo invernale presenta: buona resistenza al freddo. Il punto critico sono invece fiori e giovani frutticini, che possono essere danneggiati: dalle gelate tardive.
Autofertilità e impollinazione
Qui è importante non generalizzare. Nel mandorlo esistono cultivar autofertili e cultivar autosterili. Poiché non conosciamo la cultivar innestata sul nostro Mandorlo nano non possiamo garantire l’autofertilità. Per ottenere la migliore fruttificazione, in assenza di informazioni varietali precise, è prudente consigliare: la presenza nelle vicinanze di un altro mandorlo compatibile con fioritura contemporanea. Gli insetti pronubi, soprattutto:
api e altri impollinatori, sono fondamentali: durante la fioritura.
Il frutto
Il frutto del mandorlo è botanicamente una drupa. Durante lo sviluppo presenta esternamente: un mallo carnoso verde. La forma è generalmente: ovale o ovale-allungata. Con la maturazione il mallo: si asciuga progressivamente e tende ad aprirsi, lasciando visibile: il guscio legnoso interno. Le dimensioni del frutto: dipendono dalla cultivar innestata.
Guscio
All’interno del mallo si trova: il caratteristico guscio legnoso. Può essere: duro, semiduro o relativamente tenero, in funzione: della cultivar. La superficie è generalmente: rugosa e porosa. Poiché la cultivar del nostro Mandorlo nano non è conosciuta: non attribuiamo una specifica durezza del guscio.
Seme: la mandorla
All’interno del guscio si trova normalmente: UNO O, meno frequentemente, DUE SEMI. Il seme è: la mandorla propriamente detta. Presenta forma: appiattita e allungata, con estremità: più appuntita. È rivestita da: una sottile pellicina bruno-rossastra. La dimensione e il peso della mandorla: variano secondo cultivar.
Edibilità del seme
Poiché non conosciamo la cultivar: ometterei l’indicazione di commestibilità nella scheda commerciale finché non sappiamo con certezza che si tratta di una cultivar a mandorla dolce. Questo è importante perché esistono mandorli: a seme dolce e a seme amaro.
Produzione
La produttività dipende: dalla cultivar, dall’impollinazione, dal portainnesto e dalle condizioni climatiche. Un mandorlo nano ben coltivato può comunque: fruttificare regolarmente pur mantenendo dimensioni contenute. La produzione per pianta sarà naturalmente: inferiore a quella di un grande mandorlo adulto, ma lo scopo di questa tipologia è soprattutto: ottenere frutti occupando poco spazio.
Entrata in fruttificazione
Le piante innestate possono entrare in produzione: relativamente giovani. La prima fruttificazione può avvenire: nei primi anni dopo l’impianto. La produzione aumenta: con lo sviluppo della chioma.
Periodo di raccolta
La raccolta delle mandorle avviene generalmente tra fine estate e inizio autunno. Indicativamente: da agosto a settembre, ma l’epoca precisa dipende: dalla cultivar e dal clima. Il principale segnale di maturazione è l’apertura e l’essiccamento del mallo. Quando il mallo inizia ad aprirsi e a separarsi dal guscio: la mandorla è prossima alla raccolta.
Conservazione
Dopo la raccolta è importante: eliminare il mallo. Le mandorle con guscio devono essere: asciugate accuratamente. Una corretta essiccazione permette: una lunga conservazione. Devono poi essere mantenute: in luogo fresco, asciutto e ben aerato. Il guscio contribuisce: a proteggere naturalmente il seme.
Utilizzo
Se la cultivar innestata è: a seme dolce e destinata al consumo alimentare, le mandorle possono essere utilizzate: fresche o essiccate, oltre che: tostate. Sono tradizionalmente impiegate per: dolci, biscotti, torte e pasticceria, oltre che per: creme e bevande a base di mandorla.
Coltivazione in vaso
Questa è una delle destinazioni più interessanti del mandorlo nano. Per una giovane pianta consigliamo: vaso Ø 35–40 cm. Successivamente: Ø 45–50 cm. Per una pianta adulta mantenuta stabilmente in contenitore consigliamo: Ø 55–65 cm o superiore. Non è necessario utilizzare immediatamente: un vaso enorme. È preferibile aumentare gradualmente: il diametro del contenitore durante la crescita. Il vaso deve avere fori di drenaggio abbondanti.
È fondamentale evitare: ristagni d’acqua intorno alle radici.
Esposizione
Il mandorlo richiede pieno sole. Per ottenere: buona fioritura e fruttificazione. consigliamo una posizione: molto luminosa e soleggiata. In terrazzo è preferibile: un’esposizione sud, sud-est o sud-ovest, quando possibile. Una posizione calda favorisce: maturazione dei frutti e lignificazione dei nuovi rami.
Terreno
Il mandorlo predilige terreni molto ben drenati. Si adatta particolarmente bene: a terreni leggeri e anche calcarei. Sopporta: una certa aridità, mentre teme maggiormente: ristagno e asfissia radicale. Per la coltivazione in vaso consigliamo: un substrato fertile ma molto drenante.
Irrigazione
Le giovani piante richiedono: irrigazioni regolari durante l’attecchimento. Una volta ben radicato, il mandorlo presenta buona resistenza alla siccità. Per ottenere una buona produzione è comunque utile: evitare lunghi stress idrici durante sviluppo e ingrossamento dei frutti. In vaso l’acqua deve essere: più regolare rispetto alla coltivazione in piena terra. Tra un’irrigazione e la successiva è preferibile:
lasciare asciugare leggermente lo strato superficiale del substrato.
Concimazione
Alla messa a dimora è utile: sostanza organica ben matura. Negli anni successivi consigliamo: una concimazione equilibrata per piante da frutto. Per le piante in vaso è preferibile: distribuire gli elementi nutritivi in maniera regolare senza eccedere. Un eccesso di azoto può determinare: vegetazione troppo vigorosa e minore equilibrio tra crescita e produzione.
Potatura
Nel Mandorlo nano la potatura ha anche la funzione di mantenere compatta la chioma. Deve comunque essere: moderata e regolare.
Potatura invernale
A fine inverno si eliminano principalmente: rami secchi, danneggiati, incrociati o rivolti verso l’interno. È possibile accorciare: la vegetazione eccessivamente sviluppata, senza però effettuare: tagli drastici.
Potatura verde
Durante primavera ed estate possono essere eliminati: succhioni e germogli eccessivamente vigorosi. Per una pianta coltivata in vaso la potatura verde è particolarmente utile: per mantenere dimensioni compatte senza ricorrere a forti tagli invernali. Dopo la raccolta possono essere effettuati: leggeri interventi di contenimento.
Malattie e parassiti
Il mandorlo può essere interessato da: monilia, soprattutto: durante la fioritura. Possono comparire inoltre: corineo e altre malattie fungine dei Prunus. Tra i parassiti possono essere presenti: afidi, cocciniglie. e altri insetti fitofagi. Una corretta prevenzione consiste nel: mantenere la chioma luminosa e ben arieggiata, evitare: ristagni idrici. ed eliminare: rami e frutti danneggiati. Eventuali trattamenti devono essere effettuati esclusivamente con:
prodotti autorizzati sulla coltura e seguendo le indicazioni riportate in etichetta.
Curiosità
Il principale vantaggio del Mandorlo nano è portare una specie tradizionalmente destinata al frutteto anche nei piccoli spazi. Può quindi essere interessante: in terrazzo, in un piccolo giardino o in un frutteto familiare dove lo spazio è limitato. Ha inoltre: un elevato valore ornamentale. A fine inverno, quando gran parte delle altre piante da frutto è ancora spoglia, il mandorlo può ricoprirsi: di fiori bianchi e rosati prima ancora della comparsa delle foglie.
In questo modo la stessa pianta unisce fioritura ornamentale + produzione di mandorle + sviluppo contenuto.
Domande frequenti sul Mandorlo nano
Quanto diventa grande un Mandorlo nano?
Dipende soprattutto dal portainnesto utilizzato. Un mandorlo realmente nanizzante può essere mantenuto indicativamente intorno a 1,5–2,5 m, ma senza conoscere il portainnesto non è corretto garantire una dimensione massima precisa.
Il Mandorlo nano è autofertile?
Non possiamo stabilirlo dal solo nome “Mandorlo nano”. L’autofertilità dipende dalla cultivar innestata: esistono mandorli autofertili e altri che necessitano di impollinazione incrociata.
Le mandorle sono commestibili?
Dipende dalla cultivar. Esistono mandorli dolci e mandorli amari; finché non conosciamo la cultivar innestata, è preferibile non dichiarare la commestibilità del seme.
Quando fiorisce?
Generalmente tra febbraio e marzo, spesso prima della comparsa delle foglie. L’epoca precisa dipende dalla cultivar e dal clima.
Quando si raccolgono le mandorle?
Generalmente tra agosto e settembre, quando il mallo esterno si asciuga e comincia ad aprirsi.
È adatto alla coltivazione in vaso?
Sì, ed è proprio uno degli utilizzi più interessanti. Per una pianta adulta a sviluppo realmente contenuto consigliamo indicativamente un vaso di Ø 55–65 cm o superiore, con ottimo drenaggio.
Dati principali
Nome botanico: Prunus dulcis. Genere: Prunus. Specie: dulcis. Cultivar: non conosciuta. Famiglia: Rosaceae. Nome comune: Mandorlo nano. Tipologia: mandorlo da frutto a sviluppo contenuto. Vigoria: debole/contenuta rispetto al mandorlo tradizionale. Altezza indicativa: circa 1,5–2,5 m se realmente nanizzante. Larghezza indicativa: circa 1,5–2,5 m. Fogliame: caducifoglio. Foglie: lanceolate, verdi. Dimensione foglie: circa 6–12 cm
Fiori: bianchi o bianco-rosati. Diametro fiore: circa 3–5 cm. Fioritura: precoce. Periodo di fioritura: febbraio-marzo. Autofertilità: dipendente dalla cultivar. Frutto: drupa con mallo verde. Guscio: legnoso, caratteristiche dipendenti dalla cultivar. Semi: generalmente uno, talvolta due. Periodo di raccolta: indicativamente agosto-settembre. Esposizione: pieno sole. Terreno: ben drenato. Resistenza alla siccità: buona a pianta affrancata
Sensibilità: gelate durante la fioritura e ristagni idrici. Distanza d’impianto: indicativamente 2–3 m. Coltivazione in vaso: particolarmente indicata. Vaso giovane pianta: Ø 25–35 cm. Vaso successivo: Ø 35–45 cm. Vaso adulto: Ø 45–50 cm o superiore






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