Consigli di Mirko Lari
Come si pota il mio limone?
Cerco qualcuno che sappia potare i limoni, aranci, mandarini, clementini, cedri, pompelmi e tutti gli altri agrumi. Non so dove tagliare il mio limone. Non so quando tagliare il mio arancio. Ho tagliato il mio mandarino e mi è morto. Ho potato il mio clementino e non ha più fatto frutti.
Sicuramente molti di voi che si cimentano per la prima volta nella coltivazione di una pianta di agrumi pensano si fanno queste domande sulla potatura.
Sicuramente andate su Internet, scrivete sui motori di ricerca potatura limoni e vi vengono fuori mille siti che danno consigli su come si potano gli agrumi.
Alcuni addirittura non danno consigli, vi vogliono proprio insegnare come si fa la potatura.
A mio avviso non c’è un modo in cui si potano gli agrumi, però ci sono dei principi che vanno seguiti.
Intanto comincio col dirvi che un limone difficilmente muore a causa di una potatura, ve lo dico perché questa è una cosa che sento dire spesso.
Può morire dopo una potatura se già stava morendo.
Può sicuramente non fare frutti se si pota nel periodo sbagliato.
Altro detto popolare non vero è che se non lo poti non fa frutti, anzi se non lo poti fa più frutti, magari verranno un po’ più piccoli specialmente nel caso di piante in vaso poco concimate.
Esempio di piante non potate sono le spalliere o le forme toscane a cerchio o circolari. Queste vengono fatte crescere per i primi tre anni senza essere potate, si sfrutta tutta la vegetazione per creare la struttura della pianta, e spesso si rivestono di frutta dalla testa ai piedi da subito.
Allora perché si potano gli agrumi?
Dare una forma alla pianta.
Se vogliamo allevare la pianta in maniera classica ad alberello o cespuglio dobbiamo accorciare i rami grossi, i famosi succhioni di due terzi altrimenti questi andrebbero a produrre i frutti all’apice del ramo e poi il peso andrebbe a piegare il ramo a discapito della forma.
Evitare sovrapposizioni di rami e dare luce all’interno della chioma.
E’ buona regola eliminare rami che si sovrappongono e fare in modo che all’interno della chioma ci siano infiltrazioni di aria e di luce per evitare che alcuni parassiti come la cocciniglia trovino l’habitat ideale per proliferarsi.
Eliminare rami secchi e rami attaccati dalla minatrice serpentina o da altri parassiti.
Gli agrumi sono capaci di produrre fiori e frutti su tutti i rami, sia di un anno che di due, anche sulla vegetazione fresca fioriscono, però i rami che producono di più sono quelli più esili di un anno lunghi 20/30 cm. Quindi meno ne tagliate e più possibilità avrete di mangiare frutta. A volte comunque può essere che siamo costretti a sacrificarne qualcuno per dare una forma armonica alla pianta.
I coltivatori di agrumi professionisti con la potatura riescono anche ad influenzare la pezzatura dei frutti.
E’ importantissimo scegliere il periodo giusto per la potatura.
Gli agrumi andrebbero potati quando sono in vegetazione, da meta marzo alla fine dell’estate è il periodo migliore.
Tenere conto che se potiamo quando la pianta è in fioritura è quasi matematico che la pianta fruttificherà poco o niente.
Se non si vuole sacrificare la fruttificazione potare quando il nuovo frutto è allegato, indicativamente quando è grande come una noce.
Nel caso si voglia fare potature leggere di contenimento e sfoltimento vi consiglio quindi di farla in estate dopo l’allegagione.
Invece se volete potare forte la vostra pianta, anche con tagli di ritorno secondo me va fatto alla ripresa vegetativa a fine marzo.
Tenete conto che in questo caso perderete gran parte della fruttificazione ma avvolte è necessario se si vuole rinnovare la pianta, magari se per qualche anno non l’abbiamo toccata.
Sicuramente con queste righe non vi ho insegnato a potare ma spero di avervi risolto qualche dubbio e sollevato da qualche preoccupazione di troppo su una pratica che per molti che si approcciano per le prime volte al mondo degli agrumi può sembrare un tabù.

