Carya illinoinensis “Apache”
Genere: Carya. Specie: illinoinensis. Cultivar: “Apache” Nome comune: Noce pecan Apache. Famiglia: Juglandaceae. Tipologia: noce pecan da frutto
Origine, storia, breeder e genealogia
Apache è una cultivar originaria degli: Stati Uniti d’America. Fu ottenuta a: Brownwood, Texas, nell’ambito del programma di miglioramento genetico del pecan del: Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA). Il breeder fu: L. D. Romberg. L’incrocio controllato venne effettuato nel: 1940. La genealogia è: “Burkett” × “Schley”. La pianta ottenuta dall’incrocio fu inizialmente identificata come:
40-4-17. La prima fruttificazione avvenne nel: 1945. Fu selezionata nel: 1947, successivamente valutata con la sigla: T-110. e infine introdotta ufficialmente come: “Apache” nel 1962.
La pianta
Apache forma un albero: vigoroso e di grande sviluppo. La crescita è sostenuta e nel tempo forma: una chioma ampia, alta e ben ramificata. Come gli altri pecan, se lasciato crescere liberamente può diventare: un grande albero da frutto. In condizioni favorevoli una pianta adulta può superare: 15–20 m di altezza, con una chioma che si allarga considerevolmente. Apache presenta inoltre: entrata in produzione precoce ed elevata produttività.
È quindi necessario prevedere fin dall’impianto: uno spazio adeguato allo sviluppo futuro della pianta.
Distanza d’impianto
Per la coltivazione familiare consigliamo indicativamente: 8–10 m tra una pianta e l’altra. Quando si mettono a dimora più pecan è importante considerare contemporaneamente: spazio disponibile e necessità di impollinazione incrociata.
Le foglie
La pianta è: caducifoglia. Le foglie sono: composte, alterne e imparipennate. Sono grandi e formate da numerose foglioline: allungate e lanceolate, con apice appuntito e margine: seghettato. Le singole foglioline possono raggiungere indicativamente: 10–16 cm di lunghezza. Durante la stagione vegetativa presentano una colorazione: verde intensa. In autunno diventano: gialle e giallo-brune. prima della caduta. La grande chioma e il fogliame elegante conferiscono alla pianta:
un notevole valore ornamentale e ombreggiante.
I fiori
Il pecan è una specie: monoica. Sulla stessa pianta sono quindi presenti: fiori maschili e femminili separati. I fiori maschili sono riuniti in: lunghi amenti penduli. I fiori femminili sono invece: piccoli e poco appariscenti, e si formano: all’estremità dei giovani germogli. La fioritura avviene: in primavera.
Autofertilità e impollinazione
Apache è una cultivar protogina – tipo ii. Questo significa che: i fiori femminili diventano ricettivi prima che la stessa pianta inizi a liberare il proprio polline. La ricettività dei fiori femminili avviene: a metà stagione, mentre l’emissione del polline è: medio-tardiva. Per ottenere produzioni abbondanti e regolari consigliamo quindi di affiancare Apache a: una cultivar protandra di Tipo I con fioritura compatibile.
Tra le cultivar Tipo I utilizzabili, quando i rispettivi periodi di fioritura coincidono, troviamo: Pawnee e Cape Fear. L’impollinazione del pecan avviene principalmente: attraverso il vento. Per questo motivo le piante impollinatrici non devono essere collocate: a distanze eccessive.
Il frutto
Apache produce noci: di buona pezzatura, regolari e ben riempite. Forma: ovale-ellittica o ellittica. Apice: appuntito. Base: arrotondata. Sezione trasversale: tendenzialmente rotonda. Pezzatura: circa 100 noci per kg. Questo corrisponde indicativamente a: circa 10 g per noce. Il frutto durante lo sviluppo è racchiuso in: un mallo verde e carnoso. Con la maturazione il mallo: si scurisce e si apre naturalmente, liberando la noce.
Guscio: relativamente sottile. Colore del guscio: marrone, con caratteristiche striature longitudinali più scure. Edibilità del guscio: non edibile. Il guscio presenta: buona facilità di apertura.
Il gheriglio
Il gheriglio è: grande e ben riempito. Colore: dorato. Resa in sgusciato: indicativamente 58–60%, con valori storicamente riportati intorno al 59%. La percentuale è elevata e rappresenta: uno dei caratteri interessanti della cultivar. Il gheriglio presenta: consistenza croccante e sapore ricco, dolce e gradevole. Edibilità del gheriglio: edibile. La superficie del gheriglio è relativamente: liscia. Se correttamente raccolto, essiccato e conservato mantiene:
una buona qualità nel tempo.
Produzione
Apache è molto produttiva. Presenta una buona predisposizione a: formare numerose noci. La cultivar è inoltre: precoce nell’entrata in produzione. Con l’aumentare dell’età e delle dimensioni dell’albero la produzione può diventare: molto abbondante. Come accade in altre cultivar molto produttive, è importante mantenere: un buon equilibrio tra carico di frutti, nutrizione e disponibilità idrica, in modo da favorire il corretto:
riempimento dei gherigli.
Entrata in fruttificazione
Apache è considerata precoce nell’entrata in produzione. Le piante innestate iniziano a produrre: sensibilmente prima rispetto ai pecan ottenuti da seme. La produzione aumenta progressivamente con: lo sviluppo della chioma.
Periodo di raccolta
Apache presenta una maturazione medio-tardiva. Il periodo preciso dipende fortemente: dal clima e dalla zona di coltivazione. Indicativamente la raccolta avviene: in autunno. Il segnale più evidente della completa maturazione è: l’apertura spontanea del mallo esterno. La noce viene quindi liberata e: cade naturalmente a terra. È consigliabile raccogliere con una certa frequenza i frutti caduti, soprattutto: durante periodi piovosi o molto umidi.
Conservazione
Dopo la raccolta le noci devono essere: accuratamente asciugate. Una corretta essiccazione permette di: stabilizzare il prodotto e migliorarne la conservabilità. Le noci ancora nel guscio possono essere conservate: per diversi mesi in ambiente fresco, asciutto e ben aerato. Una volta sgusciati, i gherigli devono essere protetti soprattutto da: calore, luce e ossigeno. Per una conservazione prolungata consigliamo: frigorifero o congelatore.
Il pecan è naturalmente ricco di oli e una cattiva conservazione può provocare: irrancidimento del gheriglio.
Utilizzo e trasformazione
Il gheriglio può essere consumato: fresco o essiccato. È ottimo anche: leggermente tostato. Può essere utilizzato per: torte, biscotti, crostate e pasticceria. È particolarmente indicato anche per: creme, gelati, muesli e preparazioni a base di frutta secca. In cucina può accompagnare: insalate, formaggi e piatti salati. Dal gheriglio può essere ricavato anche: olio di pecan.
Coltivazione in vaso
La coltivazione permanente in vaso è sconsigliata. Apache è un albero: vigoroso, longevo e di grande sviluppo. Il pecan forma inoltre fin da giovane: un apparato radicale profondo e importante. Una giovane pianta può essere mantenuta temporaneamente in: vaso Ø 35–40 cm, preferibilmente piuttosto profondo. Se la messa a dimora deve essere rimandata è opportuno passare a: Ø 50–60 cm o superiore. La sistemazione definitiva consigliata rimane:
la piena terra.
Esposizione e clima
La posizione ideale è pieno sole. Per maturare correttamente le noci il pecan necessita di: estati calde e di una stagione vegetativa sufficientemente lunga. La pianta adulta presenta: buona rusticità invernale. Nel caso di Apache, essendo una cultivar: medio-tardiva, è particolarmente importante disporre di: una stagione autunnale sufficientemente lunga e favorevole alla completa maturazione dei frutti.
Terreno
Apache predilige: terreni profondi, fertili, freschi e ben drenati. Il pecan sviluppa: un apparato radicale molto profondo. Sono quindi particolarmente adatti: terreni profondi e senza strati compatti che ostacolino lo sviluppo delle radici. È preferibile evitare: terreni molto superficiali, fortemente compatti o soggetti a ristagni idrici prolungati. Una buona dotazione di sostanza organica favorisce: crescita e produttività.
Irrigazione
Il pecan beneficia molto di: una disponibilità idrica regolare. Le giovani piante devono essere: irrigate durante i periodi asciutti nei primi anni dall’impianto. Nelle piante adulte produttive è particolarmente importante evitare: forti stress idrici durante l’estate. L’acqua è fondamentale soprattutto durante: sviluppo delle noci e riempimento del gheriglio. Una carenza idrica prolungata può determinare: frutti più piccoli e gherigli non completamente riempiti.
Il terreno deve comunque essere: ben drenato.
Concimazione
Alla messa a dimora è utile apportare: sostanza organica ben matura. Negli anni successivi consigliamo: una concimazione equilibrata, adattata allo sviluppo della pianta e alla fertilità del terreno. Il pecan è particolarmente sensibile alla disponibilità di: azoto e zinco. Lo zinco riveste un ruolo importante: nello sviluppo della vegetazione e nella corretta crescita del pecan. Eventuali carenze specifiche devono però essere valutate:
in base alle caratteristiche del terreno e allo stato della pianta.
Potatura
Il pecan necessita soprattutto di: una corretta potatura di formazione nei primi anni. L’obiettivo è ottenere: un asse principale robusto e una chioma ben strutturata. Una volta formato l’albero, gli interventi diventano: molto più limitati.
Potatura invernale
Durante il riposo vegetativo si eliminano principalmente: rami secchi, danneggiati, incrociati o mal posizionati. Sulle piante adulte è preferibile effettuare: interventi moderati. Sono da evitare: grossi tagli quando non realmente necessari.
Potatura verde
Durante la stagione vegetativa è possibile intervenire sulle giovani piante per: eliminare germogli concorrenti dell’asse principale e correggere precocemente la struttura della chioma. Sugli alberi adulti ben formati: la potatura verde è generalmente limitata.
Malattie e parassiti
Uno dei principali punti deboli di Apache è: la sensibilità alla ticchiolatura del pecan. La malattia può interessare: foglie, giovani germogli e malli delle noci. È favorita soprattutto da: temperature miti o elevate associate a prolungata umidità della vegetazione. Per questo motivo Apache può risultare: più problematica negli ambienti caratterizzati da primavere ed estati molto umide. La prevenzione parte da: buona aerazione della chioma, corretta distanza tra le piante e gestione equilibrata della vegetazione.
Possono inoltre comparire: afidi, acari e altri insetti fitofagi tipici del pecan. Eventuali trattamenti devono essere effettuati esclusivamente con: prodotti autorizzati sulla coltura e seguendo le indicazioni riportate in etichetta.
Curiosità
Apache è una cultivar storica del: miglioramento genetico americano del pecan. L’incrocio: “Burkett” × “Schley” fu realizzato nel: 1940. La prima produzione della nuova pianta fu osservata: cinque anni dopo, nel 1945. Dopo ulteriori prove e valutazioni la cultivar venne ufficialmente introdotta nel: 1962. Una delle caratteristiche più interessanti è: l’elevata percentuale di gheriglio rispetto al peso complessivo della noce, intorno al 59%.
Apache è stata utilizzata negli Stati Uniti anche: come fonte di seme per la produzione di portainnesti.
Domande frequenti sul Noce pecan Apache
Apache è autofertile?
Per ottenere produzioni abbondanti e regolari è preferibile non coltivarla da sola. Apache è una cultivar protogina di Tipo II e beneficia della presenza di un pecan Tipo I con fioritura compatibile.
Quale varietà può impollinare Apache?
È opportuno utilizzare una cultivar protandra di Tipo I. Pawnee e Cape Fear sono esempi di cultivar Tipo I che possono essere considerate, verificando la sovrapposizione della fioritura nelle condizioni locali.
Quanto sono grandi le noci Apache?
La pezzatura indicativa è di circa 100 noci per kg, equivalente mediamente a circa 10 g per noce.
Quanto gheriglio contiene una noce Apache?
La resa è elevata: il gheriglio rappresenta indicativamente circa il 59% del peso della noce.
Apache entra presto in produzione?
Sì. È considerata una cultivar precoce nell’entrata in fruttificazione, soprattutto quando viene coltivata come pianta innestata.
Si può coltivare il Noce pecan Apache in vaso?
Solo temporaneamente. È un albero molto vigoroso e di grande sviluppo. Una giovane pianta può essere mantenuta inizialmente in vaso Ø 35–40 cm, preferibilmente profondo, ma la destinazione definitiva deve essere la piena terra.
Dati principali
Nome botanico: Carya illinoinensis “Apache” Genere: Carya. Specie: illinoinensis. Cultivar: “Apache” Famiglia: Juglandaceae. Origine: Brownwood, Texas, USA. Breeder: L. D. Romberg. Programma di selezione: USDA. Anno dell’incrocio: 1940. Prima fruttificazione: 1945. Selezione: 1947. Anno di introduzione: 1962. Genealogia: “Burkett” × “Schley” Sigle di selezione: 40-4-17, T-110
Vigoria: vigorosa. Sviluppo: grande albero. Altezza indicativa: oltre 15–20 m a sviluppo libero. Fogliame: caducifoglio. Impollinazione: protogina – Tipo II. Impollinatori: cultivar Tipo I con fioritura compatibile. Entrata in produzione: precoce. Produttività: elevata. Forma della noce: ovale-ellittica / ellittica. Pezzatura: circa 100 noci/kg. Peso medio indicativo: circa 10 g. Guscio: relativamente sottile. Edibilità del guscio: non edibile
Gheriglio: dorato, ben riempito. Edibilità del gheriglio: edibile. Resa in sgusciato: circa 59%. Maturazione: medio-tardiva. Sensibilità alla ticchiolatura: elevata. Distanza d’impianto: indicativamente 8–10 m. Esposizione: pieno sole. Coltivazione in vaso: solo temporanea. Vaso giovane pianta: Ø 35–40 cm, preferibilmente profondo. Utilizzo: consumo fresco, tostatura, pasticceria, creme, gelati, insalate e olio di pecan.






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