Prunus persica “Regina di Londa”
Genere: Prunus. Specie: persica. Cultivar: “Regina di Londa” Famiglia: Rosaceae. Tipologia: pesco a polpa bianca, varietà tradizionale toscana
Origine, storia e sinonimi
“Regina di Londa” è un’antica cultivar italiana originaria: della Toscana. È strettamente legata al territorio di: Londa, in provincia di Firenze, tra la Valdisieve e il Mugello. L’origine genetica della varietà: non è conosciuta. Le prime notizie documentate risalgono: agli anni Cinquanta del Novecento. La sua diffusione è legata ad: Alfredo Leoni, coltivatore di Londa, che individuò questa particolare pesca e comprese il valore di una cultivar capace di produrre:
frutti di elevata qualità in un’epoca eccezionalmente tardiva. La varietà si dimostrò particolarmente adatta: alle colline della zona di Londa, dove trovò condizioni favorevoli grazie: all’esposizione, all’altitudine e alla buona ventilazione. Con il tempo Regina di Londa è diventata: una delle varietà tradizionali simbolo della frutticoltura fiorentina. È riconosciuta come: Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) della Toscana.
Sinonimi
È conosciuta anche come: “Regina d’Autunno” e: “Tardiva di Londa”.
La pianta
Il Pesco Regina di Londa presenta una vigoria media. La crescita è: equilibrata e ben ramificata. Il portamento è quello tipico del pesco: espanso, con tendenza della chioma ad allargarsi progressivamente. In piena terra una pianta adulta può raggiungere indicativamente: 3,5–5 m di altezza, con una larghezza di: 3–4,5 m, secondo: portainnesto, terreno, potatura e condizioni di coltivazione. La varietà è caratterizzata da:
buona regolarità produttiva.
Distanza d’impianto
Per una coltivazione familiare consigliamo indicativamente: 4–5 m tra una pianta e l’altra. Un sesto tradizionalmente utilizzato per questa varietà è: circa 5 × 3 m. Le distanze devono comunque essere adattate: al portainnesto e alla forma di allevamento.
Le foglie
La pianta è caducifoglia. Le foglie sono: lanceolate, strette e allungate. Il margine è: finemente seghettato. La lunghezza può raggiungere indicativamente: 10–18 cm. La colorazione durante la stagione vegetativa è: verde medio-intenso. La superficie è: liscia, con nervatura centrale: ben evidente. In autunno le foglie assumono tonalità: gialle. prima della caduta.
I fiori
La fioritura è abbondante e ornamentale. I fiori sono: rosa. Compaiono numerosi: lungo i rami dell’anno precedente. Il diametro del singolo fiore è indicativamente: 2,5–3,5 cm. La fioritura precede o accompagna: la comparsa delle nuove foglie. Durante questo periodo il pesco assume: un notevole valore ornamentale, con i rami ricoperti: da numerosi fiori rosa. La fioritura dura generalmente: circa 1–2 settimane, secondo le temperature.
Periodo di fioritura
La fioritura avviene generalmente: tra marzo e aprile. L’epoca effettiva può variare secondo: zona, altitudine ed andamento stagionale. Come negli altri peschi, i fiori aperti possono essere danneggiati: dalle gelate tardive.
Autofertilità e impollinazione
Regina di Londa è autofertile. Non necessita quindi: di un’altra varietà impollinatrice. Una singola pianta è sufficiente: per ottenere una normale produzione di frutti. La presenza di: api e altri insetti pronubi. favorisce comunque: una buona allegagione.
Il frutto
Le pesche Regina di Londa sono grandi. La pezzatura tradizionale può raggiungere indicativamente: 250–300 g, anche se dimensioni e peso variano secondo: carico produttivo e condizioni di coltivazione. La forma è rotonda o rotondo-oblata, quindi: leggermente schiacciata ai poli. La buccia presenta un colore di fondo bianco-crema / bianco-verde chiaro. La superficie è ampiamente: sfumata e marezzata di rosso vivo. L’aspetto dei frutti è:
molto caratteristico, con una colorazione meno uniforme rispetto alle moderne cultivar commerciali, ma: tipica delle vecchie varietà da frutto. Edibilità della buccia: edibile.
La polpa
La polpa rappresenta uno dei principali pregi della regina di londa. È di colore bianco-crema. In prossimità del nocciolo presenta caratteristiche: venature rosso vivo. La consistenza è soda e molto consistente. Il frutto maturo rimane: carnoso e succoso. Il sapore è dolcissimo, aromatico e intenso. Il profumo è forte, caratteristico e penetrante. È proprio l’unione tra: dolcezza, profumo e consistenza. a distinguere Regina di Londa da molte moderne pesche commerciali.
Nocciolo
Ogni frutto contiene: un singolo nocciolo. La cultivar è spicca. A completa maturazione la polpa tende quindi: a separarsi facilmente dal nocciolo. Il nocciolo è: duro, rugoso e di forma ovale-allungata. Il seme contenuto nel nocciolo: non è destinato al consumo alimentare.
Produzione
Regina di Londa è produttiva. La produzione è generalmente regolare e costante. La varietà presenta: fioritura abbondante e buona capacità di allegagione. Per ottenere frutti di grande pezzatura è consigliabile: diradare i frutticini quando la produzione è particolarmente abbondante. Il diradamento permette di favorire: dimensione, qualità e maturazione uniforme delle pesche.
Entrata in fruttificazione
Le piante innestate possono iniziare a produrre: nei primi anni dopo l’impianto. La precocità dipende soprattutto: dal portainnesto e dalle condizioni di coltivazione. La produzione aumenta progressivamente: con la formazione della chioma.
Periodo di raccolta
Regina di Londa è una varietà molto tardiva. Questo rappresenta: uno dei suoi caratteri distintivi. La maturazione avviene generalmente nella seconda decade di settembre. Indicativamente possiamo collocare la raccolta: tra inizio e seconda metà di settembre, con possibili variazioni dovute: a clima, altitudine, esposizione e andamento stagionale. Tradizionalmente i frutti possono essere disponibili: tra settembre e ottobre.
La raccolta è scalare. Per ottenere la massima qualità gustativa è importante raccogliere: i frutti al corretto grado di maturazione.
Conservazione
Regina di Londa è una pesca da raccogliere matura e consumare relativamente fresca. Dopo la raccolta mantiene le migliori caratteristiche organolettiche: per un periodo relativamente breve. In frigorifero domestico può essere conservata: per alcuni giorni. Tradizionalmente i frutti possono essere conservati professionalmente: in cella frigorifera a bassa temperatura per periodi più lunghi. Per apprezzarne pienamente: profumo, consistenza e sapore
è comunque preferibile: il consumo poco dopo la raccolta.
Utilizzo e trasformazione
Regina di Londa è considerata soprattutto una pesca da consumo fresco. È proprio consumata al naturale che esprime meglio: profumo e qualità aromatica. La polpa dolce e consistente è però particolarmente indicata anche per: confetture e marmellate. Può essere utilizzata inoltre per: composte, conserve, crostate, torte e dessert. L’elevata aromaticità permette di ottenere: trasformati dal sapore particolarmente intenso.
Coltivazione in vaso
Regina di Londa può essere coltivata: anche in vaso, soprattutto quando è innestata: su un portainnesto di vigoria contenuta. Per una giovane pianta consigliamo: vaso Ø 40–45 cm. Successivamente è preferibile passare a: Ø 50–60 cm. Per una pianta adulta mantenuta stabilmente in contenitore consigliamo: Ø 70–80 cm o superiore. In vaso è necessario: controllare lo sviluppo con una potatura equilibrata. Sono inoltre fondamentali:
irrigazioni regolari durante la stagione calda. Il contenitore deve garantire: un ottimo drenaggio.
Esposizione e clima
La posizione ideale è pieno sole. La cultivar è tradizionalmente coltivata: su versanti soleggiati, ben esposti e arieggiati. La Regina di Londa si è adattata particolarmente bene: alle zone collinari della Toscana. La coltivazione tradizionale si estende indicativamente: da circa 100 fino a 700 m di altitudine. Per una varietà così tardiva è particolarmente importante: una buona esposizione al sole, che permette ai frutti:
di completare correttamente la maturazione a fine estate. Sono preferibili posizioni: ben ventilate e non eccessivamente umide durante la notte.
Terreno
Il terreno ideale è: fertile, profondo e ben drenato. Sono particolarmente indicati: terreni di medio impasto. Il pesco non gradisce: ristagni idrici persistenti. È quindi importante garantire: un buon drenaggio dell’acqua in eccesso. Un terreno ricco di sostanza organica favorisce: sviluppo vegetativo e produzione.
Irrigazione
Le giovani piante devono essere: irrigate regolarmente durante i primi anni dall’impianto. Durante la produzione è importante garantire: una buona disponibilità idrica, soprattutto durante: ingrossamento e maturazione dei frutti. Essendo una varietà tardiva, la pianta deve sostenere i frutti: per tutta l’estate. È quindi importante evitare: lunghi periodi di forte stress idrico. Sono però sempre da evitare: ristagni e irrigazioni eccessive.
In vaso le irrigazioni devono essere: più frequenti e regolari.
Concimazione
Alla messa a dimora consigliamo: sostanza organica ben matura. Negli anni successivi è indicata: una concimazione equilibrata per piante da frutto. È importante evitare: eccessi di azoto, che possono determinare: vegetazione eccessiva a discapito della qualità dei frutti. Durante la fase produttiva la concimazione deve sostenere: fioritura, allegagione e sviluppo delle pesche.
Potatura
Il Pesco Regina di Londa necessita di potatura annuale. Come gli altri peschi produce prevalentemente: sui rami di un anno. La potatura deve quindi favorire: il continuo rinnovo della vegetazione produttiva.
Potatura invernale
La potatura principale viene effettuata: a fine inverno, generalmente: tra febbraio e marzo, prima della piena ripresa vegetativa. Si eliminano: rami secchi, danneggiati, mal posizionati e parte dei rami che hanno già prodotto. Si mantengono: rami giovani ben sviluppati e correttamente distribuiti nella chioma. L’obiettivo è: rinnovare ogni anno una parte della vegetazione fruttifera.
Potatura verde
Durante primavera ed estate è possibile effettuare: eliminazione dei succhioni e dei germogli eccessivamente vigorosi. La potatura verde permette inoltre: di mantenere la chioma luminosa e ben arieggiata. Può essere effettuata: dopo la raccolta, con interventi leggeri di: contenimento e riequilibrio della chioma.
Malattie e parassiti
Regina di Londa è tradizionalmente considerata interessante per la buona resistenza all’oidio. Questa caratteristica contribuì storicamente: alla sua diffusione nelle colline fiorentine. Non significa tuttavia che la pianta sia: immune dalle malattie del pesco. Può essere interessata da: bolla del pesco, monilia. e: corineo. Tra i principali parassiti possono comparire: afidi, cocciniglie e cidia del pesco. La buona ventilazione della chioma e una corretta potatura aiutano:
a limitare le condizioni favorevoli alle malattie fungine. Eventuali trattamenti devono essere effettuati esclusivamente con: prodotti autorizzati sulla coltura e seguendo le indicazioni riportate in etichetta.
Curiosità
Regina di Londa è una vera varietà storica toscana. La sua notorietà è strettamente legata: al paese di Londa e alla Valdisieve fiorentina. La cultivar rischiò: di scomparire con la diffusione delle moderne varietà commerciali, ma è stata mantenuta grazie: agli agricoltori locali e alla valorizzazione delle varietà tradizionali. Ancora oggi a Londa viene celebrata: con una festa dedicata alla Regina di Londa. La sua maturazione molto tardiva rappresentava storicamente:
un enorme vantaggio commerciale, perché permetteva di avere una pesca bianca di elevata qualità: quando gran parte delle altre varietà aveva già terminato la produzione. È oggi considerata: Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Toscana.
Domande frequenti sul Pesco Regina di Londa
Il Pesco Regina di Londa è autofertile?
Sì. Regina di Londa è autofertile, quindi una singola pianta può produrre normalmente senza necessità di un’altra varietà impollinatrice.
Quando matura la Pesca Regina di Londa?
È una varietà molto tardiva. La maturazione avviene generalmente nel mese di settembre, tradizionalmente intorno alla seconda decade del mese.
Come sono le pesche Regina di Londa?
Sono grandi, rotonde e leggermente schiacciate ai poli, con buccia bianco-crema marezzata di rosso. La polpa è bianco-crema, soda, dolcissima, aromatica e molto profumata, con venature rosse vicino al nocciolo.
La Regina di Londa è spicca?
Sì. È una pesca spicca: a corretta maturazione la polpa si separa bene dal nocciolo.
È una varietà resistente alle malattie?
È una vecchia cultivar rustica che presenta buona resistenza all’oidio. Può comunque essere interessata dalle normali avversità del pesco, in particolare bolla, monilia e corineo.
Il Pesco Regina di Londa può essere coltivato in vaso?
Sì, soprattutto se innestato su un portainnesto di vigoria contenuta. Per una pianta adulta consigliamo indicativamente un vaso di Ø 70–80 cm o superiore.
Dati principali
Nome botanico: Prunus persica “Regina di Londa” Genere: Prunus. Specie: persica. Cultivar: “Regina di Londa” Sinonimi: “Regina d’Autunno”, “Tardiva di Londa” Famiglia: Rosaceae. Origine: Londa, Firenze, Toscana. Origine genetica: sconosciuta. Prime notizie: anni Cinquanta del Novecento. Figura legata alla sua diffusione: Alfredo Leoni. Riconoscimento: Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Toscana
Tipologia: pesca tardiva a polpa bianca. Vigoria: media. Portamento: espanso. Fogliame: caducifoglio. Foglie: lanceolate, allungate, margine seghettato. Fiori: rosa. Fioritura: marzo-aprile. Valore ornamentale della fioritura: elevato. Autofertilità: sì. Impollinatore: non necessario. Produzione: elevata e regolare. Frutto: grande. Peso indicativo: circa 250–300 g. Forma: rotonda/rotondo-oblata, leggermente schiacciata ai poli
Buccia: bianco-crema/bianco-verde chiaro, marezzata di rosso vivo. Edibilità della buccia: edibile. Polpa: bianco-crema con venature rosse vicino al nocciolo. Consistenza: soda e consistente. Sapore: molto dolce, aromatico e intensamente profumato. Nocciolo: uno per frutto. Aderenza al nocciolo: spicca. Maturazione: molto tardiva. Periodo di raccolta: settembre, generalmente seconda decade. Resistenza conosciuta: buona resistenza all’oidio
Distanza d’impianto: indicativamente 4–5 m; sesto tradizionale circa 5 × 3 m. Esposizione: pieno sole. Coltivazione in vaso: possibile. Vaso giovane pianta: Ø 40–45 cm. Vaso successivo: Ø 50–60 cm. Vaso adulto: Ø 70–80 cm o superiore. Utilizzo: consumo fresco, confetture, marmellate, composte, conserve e dolci







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