Carya illinoinensis “Choctaw”
Genere: Carya
Specie: illinoinensis
Cultivar: “Choctaw”
Nome comune: Noce Pecan Choctaw
Famiglia: Juglandaceae
Tipologia: grande albero da frutto a guscio, caducifoglio
Origine, storia, sinonimi e genealogia
Choctaw è una cultivar americana ottenuta a:
Brownwood, Texas, USA.
Il breeder è L. D. Romberg, presso la U.S. Pecan Field Station, nell’ambito del programma americano di miglioramento genetico del pecan.
L’incrocio fu realizzato nel:
1946.
La genealogia è:
“Success” × “Mahan”.
Le giovani piante furono innestate su alberi già produttivi nel 1947 e Choctaw fruttificò per la prima volta nel:
1952.
Durante la fase sperimentale venne identificata come usda 46-15-276.
La cultivar fu ufficialmente introdotta nel:
1959.
La pianta
Choctaw forma un albero:
vigoroso, grande e longevo.
La crescita è sostenuta e la pianta tende a sviluppare una chioma ampia, con numerose ramificazioni.
La ripresa vegetativa primaverile è:
relativamente tardiva,
caratteristica interessante perché può permettere alla vegetazione di evitare alcuni ritorni di freddo molto precoci.
Una pianta adulta può raggiungere dimensioni considerevoli, indicativamente nell’ordine di:
18–24 m di altezza e altrettanti di larghezza
quando viene lasciata sviluppare liberamente in condizioni favorevoli.
È quindi una cultivar destinata principalmente:
alla piena terra e a spazi ampi.
Distanza d’impianto
Per il giardino e per impianti con alberi destinati a svilupparsi liberamente consigliamo indicativamente:
10–12 m tra le piante.
Una distanza di questo tipo permette alle chiome adulte di svilupparsi senza eccessiva competizione.
Negli impianti produttivi possono essere utilizzati sesti differenti, prevedendo eventualmente:
diradamenti degli alberi con l’aumento delle dimensioni delle chiome.
Le foglie
Choctaw è:
caducifoglia.
Le foglie sono grandi e:
composte imparipennate.
Sono costituite da numerose foglioline allungate:
lanceolate, leggermente falcate e con margine dentato.
Il colore durante la stagione vegetativa è:
verde intenso.
In autunno il fogliame assume progressivamente:
tonalità gialle prima della caduta.
La grande chioma e il fogliame abbondante rendono il pecan interessante anche:
come grande albero ornamentale e da ombra.
I fiori
Il pecan è una specie:
monoica.
Sulla stessa pianta sono quindi presenti separatamente:
fiori maschili e fiori femminili.
I fiori maschili sono riuniti in:
lunghi amenti penduli.
I fiori femminili sono invece:
piccoli e poco appariscenti,
e si sviluppano all’estremità dei giovani germogli.
La fioritura non ha un particolare valore ornamentale; l’aspetto decorativo della pianta è legato soprattutto:
alla grande chioma e al fogliame.
Fioritura e impollinazione
Choctaw appartiene al tipo ii – protógina.
I fiori femminili diventano quindi recettivi:
prima che i fiori maschili della stessa pianta inizino a liberare il polline.
Per ottenere produzioni abbondanti e regolari consigliamo di coltivare nelle vicinanze:
una cultivar di pecan di Tipo I con fioritura compatibile.
L’impollinazione avviene principalmente:
attraverso il vento.
La contemporanea presenza di cultivar appartenenti ai due gruppi di impollinazione migliora:
allegagione e regolarità della produzione.
Il frutto
Choctaw produce:
noci di grossa pezzatura, abbastanza uniformi e di forma regolare.
Forma: ovale-ellittica, simmetrica.
Lunghezza: circa 4,2 cm.
Peso medio: generalmente intorno a 9,5–10,5 g per noce, anche se pezzatura e peso possono variare sensibilmente con clima, carico produttivo e condizioni di coltivazione.
Come riferimento tradizionale, Choctaw produce circa:
45 noci per libbra, equivalenti a circa 99 noci per kg.
Guscio: particolarmente sottile, abbastanza facile da rompere e adatto sia alla sgusciatura manuale sia meccanica.
Lo spessore del guscio è stato misurato intorno a:
0,79 mm.
Gheriglio: grande, pieno, liscio e di colore chiaro-dorato.
Sapore: ricco, pieno e piacevole, con elevato contenuto naturale di olio.
Resa in gheriglio: generalmente circa 55–60% del peso totale della noce. La selezione originale veniva descritta con valori intorno al 60% o superiori, mentre prove condotte in ambienti differenti hanno evidenziato percentuali variabili.
Edibilità del seme: il gheriglio è completamente edibile ed è la parte della noce destinata al consumo.
Qualità complessiva: elevata, soprattutto per la combinazione tra grande pezzatura, guscio sottile e buona resa in gheriglio.
Produzione
Choctaw entra presto in produzione e tende a:
produrre abbondantemente.
Con l’aumentare dell’età e delle dimensioni della chioma la quantità di noci può diventare molto elevata.
È però una cultivar nella quale è importante mantenere:
un buon equilibrio tra vegetazione e carico produttivo.
Come per molti pecan molto produttivi, carichi eccessivi possono favorire:
alternanza di produzione tra un anno e il successivo.
Entrata in fruttificazione
Choctaw è considerata:
precoce nell’entrata in produzione.
Una volta attecchita e ben sviluppata tende a iniziare a produrre prima rispetto a cultivar di pecan più lente. La precocità effettiva dipende naturalmente dall’età e dalla dimensione della pianta messa a dimora.
Periodo di raccolta
Choctaw presenta una maturazione:
medio-tardiva.
La noce è pronta quando il rivestimento verde esterno, il mallo:
si apre naturalmente in quattro valve, lasciando libera la noce.
In prove effettuate in Texas la maturazione è stata registrata intorno alla:
seconda metà di ottobre,
ma il periodo cambia sensibilmente secondo clima e zona di coltivazione.
Conservazione
Dopo la raccolta le noci devono essere:
ben asciugate.
Una corretta essiccazione permette di ridurre l’umidità e migliorare:
conservabilità e qualità del gheriglio.
Le noci con guscio si mantengono bene:
in ambiente fresco, asciutto e ventilato.
Il gheriglio sgusciato, essendo naturalmente ricco di oli, si conserva meglio:
in frigorifero o congelatore,
soprattutto quando deve essere mantenuto per periodi lunghi.
Utilizzo e trasformazione
Il gheriglio di Choctaw è ottimo:
da consumare direttamente.
Il sapore ricco e la consistenza piacevole lo rendono adatto anche per:
pasticceria, torte, biscotti, creme, gelati, granola e preparazioni salate.
Può inoltre essere:
tostato,
oppure utilizzato per la produzione di:
olio di pecan.
Il guscio sottile e la buona separazione del gheriglio facilitano:
la lavorazione domestica delle noci.
Coltivazione in vaso
La coltivazione permanente in vaso è sconsigliata.
Choctaw diventa un albero molto grande e sviluppa:
un apparato radicale importante e profondo.
Una giovane pianta può essere mantenuta temporaneamente in:
vaso Ø 35–40 cm.
Se deve rimanere ancora qualche tempo in contenitore è opportuno passare rapidamente a:
Ø 50–60 cm o superiore.
Il contenitore deve però essere considerato:
una sistemazione temporanea prima della messa a dimora in piena terra.
Esposizione e clima
Choctaw predilige pieno sole.
Ha bisogno di una stagione vegetativa:
lunga e sufficientemente calda,
in modo da completare correttamente la maturazione delle noci.
La ripresa vegetativa relativamente tardiva è interessante nelle zone soggette a:
ritorni di freddo primaverili.
Per ottenere una buona maturazione è preferibile scegliere:
una posizione calda, luminosa e ben esposta.
Terreno
Il terreno ideale è:
profondo, fertile, fresco e ben drenato.
Il pecan sviluppa un apparato radicale importante e beneficia particolarmente:
dei terreni profondi nei quali le radici possono espandersi liberamente.
Sono molto adatti:
terreni profondi di origine alluvionale.
Sono invece da evitare:
terreni superficiali, molto compatti o soggetti a ristagni idrici prolungati.
Irrigazione
Per sviluppare noci grandi e ben riempite Choctaw necessita:
di una buona disponibilità idrica.
L’acqua è particolarmente importante:
nei primi anni dopo l’impianto e durante lo sviluppo e il riempimento delle noci.
Le piante adulte sviluppano radici profonde, ma una siccità prolungata durante la formazione dei frutti può:
ridurre pezzatura e percentuale di riempimento del gheriglio.
Concimazione
Choctaw cresce al meglio in:
terreni fertili e ricchi di sostanza organica.
Alla messa a dimora è utile incorporare:
sostanza organica ben matura.
Negli anni successivi la concimazione deve accompagnare:
crescita della chioma e produzione.
Nel pecan è importante prestare attenzione anche alla:
disponibilità di zinco, soprattutto nei terreni alcalini, nei quali possono manifestarsi più facilmente carenze di questo elemento.
Potatura
Durante i primi anni è importante soprattutto:
formare correttamente la struttura dell’albero.
Si mantiene:
un asse principale robusto,
selezionando progressivamente le branche principali.
Una volta formata la chioma, la potatura diventa:
molto più leggera.
Potatura invernale
Si effettua preferibilmente:
alla fine dell’inverno.
Si eliminano:
rami secchi, danneggiati, incrociati o mal posizionati.
Sulle piante giovani si continua contemporaneamente:
la potatura di formazione.
Potatura verde
Durante la stagione vegetativa gli interventi sono generalmente limitati.
Sulle giovani piante possono essere eliminati:
germogli concorrenti dell’asse principale e vegetazione chiaramente mal posizionata.
Malattie e parassiti
La principale malattia da tenere sotto controllo nel pecan è:
la ticchiolatura del pecan, causata da Venturia effusa.
Per Choctaw il comportamento può cambiare notevolmente con l’ambiente: prove storiche in Texas hanno evidenziato una discreta resistenza, mentre sperimentazioni più recenti in condizioni climatiche differenti l’hanno classificata tra le cultivar maggiormente colpite.
Per questo motivo, soprattutto negli ambienti:
caldi e molto umidi,
è importante favorire:
buona circolazione dell’aria e rapida asciugatura della vegetazione.
Tra i parassiti possono comparire:
afidi, cimici e altri insetti fitofagi.
La gestione deve partire da:
controllo periodico della pianta, buona nutrizione e corretta gestione della chioma.
Eventuali trattamenti devono essere effettuati esclusivamente con:
prodotti autorizzati sulla coltura e secondo le indicazioni riportate in etichetta.
Curiosità
Choctaw nasce da uno degli storici programmi americani di:
miglioramento genetico del pecan.
L’incrocio “Success” × “Mahan” fu realizzato nel 1946 da L. D. Romberg a Brownwood, in Texas.
La selezione venne inizialmente identificata come usda 46-15-276,
fruttificò per la prima volta nel:
1952
e fu introdotta ufficialmente nel:
1959.
Il nome Choctaw segue la tradizione del programma USDA di attribuire a numerose nuove cultivar di pecan:
nomi di popolazioni native nordamericane.
Domande frequenti sul Noce Pecan Choctaw
Il Noce Pecan Choctaw è autofertile?
Per ottenere una produzione abbondante consigliamo di affiancargli un’altra cultivar. Choctaw è Tipo II, protógina, quindi è preferibile associarla a un pecan Tipo I con fioritura compatibile.
Quanto diventa grande?
Choctaw è un grande albero vigoroso. In condizioni favorevoli può raggiungere indicativamente 18–24 m di altezza, sviluppando anche una chioma molto larga. Richiede quindi molto spazio.
Quanto sono grandi le noci?
Sono grandi. Si contano indicativamente circa 45 noci per libbra, equivalenti a circa 100 noci per kg, con un peso medio intorno ai 10 g.
Il guscio è facile da rompere?
Sì. Una delle caratteristiche di Choctaw è proprio il:
guscio particolarmente sottile,
che permette una buona apertura e facilita l’estrazione del gheriglio.
Quanto gheriglio contiene?
Il gheriglio rappresenta indicativamente:
circa il 55–60% del peso della noce,
con variazioni dovute alle condizioni di coltivazione.
Può essere coltivato in vaso?
Solo temporaneamente quando la pianta è giovane. Choctaw diventa un grande albero e per svilupparsi e produrre correttamente deve essere messo a dimora in piena terra.
Dati principali
Nome botanico: Carya illinoinensis “Choctaw”
Genere: Carya
Specie: illinoinensis
Cultivar: “Choctaw”
Famiglia: Juglandaceae
Origine: Brownwood, Texas, USA
Breeder: L. D. Romberg – U.S. Pecan Field Station
Anno dell’incrocio: 1946
Prima fruttificazione: 1952
Anno di introduzione: 1959
Sigla di selezione: USDA 46-15-276
Genealogia: “Success” × “Mahan”
Vigoria: vigorosa
Portamento: grande albero, ampiamente ramificato
Fogliame: caducifoglio
Impollinazione: Tipo II – protógina
Impollinatore consigliato: cultivar di Tipo I compatibile
Forma della noce: ovale-ellittica, simmetrica
Lunghezza: circa 4,2 cm
Peso medio: circa 9,5–10,5 g
Guscio: molto sottile, facile da rompere
Gheriglio: chiaro-dorato, pieno e ricco di olio
Resa in gheriglio: circa 55–60%
Edibilità del seme: edibile
Entrata in produzione: precoce
Maturazione: medio-tardiva
Distanza indicativa d’impianto: 10–12 m
Esposizione: pieno sole
Coltivazione in vaso: solo temporanea
Utilizzo: consumo fresco, tostatura, pasticceria, cucina e produzione di olio.






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